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La Pulsatilla montana, il fiore amante delle radure aride

La Pulsatilla montana (o Anemone montana) è una pianta erbacea perenne della famiglia delle Ranunculaceae. Il genere Pulsatilla deriva dal caratteristico movimento oscillatorio, o “pulsante”, dei boccioli quando soffia il vento: la loro forma ricorda delle piccole campane pendenti. 


La pianta, molto villosa, cresce su terreni calcarei ad altitudini comprese tra i 100 e i 2100 m s.l.m.. È inoltre xerotermofila, cioè predilige ambienti caldi e secchi. Nel Vicentino fiorisce da fine febbraio a maggio dopo aver passato il periodo invernale sotto forma di gemme latenti contenute in rizomi nascosti nel terreno. 


La Pulsatilla montana presenta un asse fiorale allungato che può raggiungere i 25 cm di altezza, sulla cui sommità sboccia il fiore. Quest’ultimo appare come una campanula di colore viola scuro composta da sei petali ellittico-lanceolati che si aprono a stella su numerosi stami di colore giallo oro. Dopo l’impollinazione, dall’ingrossamento dell’ovario si forma un capolino di acheni con coda piumosa. Alla fine del gambo, appena sotto il fiore, si forma un verticillo di circa 15 foglie sfrangiate, lineari o biforcate. Con la fioritura si sviluppano completamente anche le foglie basali, che sono bi-tripennatosette con lamina a contorno triangolare, il cui picciolo misura dai 5 ai 12 cm. 


L’Anemone montana rientra nell’elenco delle specie protette dall’art.7 della LR 53/1974 che ne vieta la raccolta. La pianta è fortemente tossica per l'uomo, oltre a essere irritante delle mucose nasali e degli occhi. Essiccata possiede comunque proprietà sedative, diuretiche ed espettoranti.



Testo di Cecilia Chiampo e Marco Vicariotto, foto di Cecilia Chiampo, Alessandro Martini, Jessica Peruzzo e Marco Vicariotto

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